Il progetto pilota “Salti del Diavolo”, individuava, nella piccola ex scuola elementare di Cassio, la sede dove allestire un piccolo museo che descriveva, attraverso un percorso guidato, la formazione geologica del Salti del Diavolo e la cultura ad essa sottesa.  Oltre ad essere situato direttamente sul percorso storico della Via Francigena, che percorre trasversalmente il centro di Cassio, si trova in posizione panoramica verso la dorsale dei Salti del Diavolo, contribuendo a rafforzare il legame culturale con la Via degli Scalpellini che ad essi corre parallela.

 

Inoltre, il fabbricato, oltre ad essere in discrete condizioni di conservazione, presenta, al piano terreno, ampi locali adatti ad ospitare sale di esposizione ed un’area di pertinenza esterna idonea ad essere trasformata in un punto sosta e di informazione e “laboratoriale”.

 Inoltre è ipotizzabile la realizzazione di un  un centro di documentazione sull'architettura rurale locale, con due sezioni distinte ma integrate: etnografica e geologica. Al museo potranno, e mi permetto di aggiungere: dovranno inoltre, essere legate manifestazioni o dimostrazioni e corsi di lavorazione della pietra e sull'impiego della pietra a secco.  Negli anni l' unica spesa per il museo, a parte quella di rilievo e progettazione, è stata destinata al rifacimento del tetto, purtroppo senza prevedere una canna fumaria :-((.  L'assenza di fondi ha fatto si che i locali destinati al museo venissero affittati ad un privato. Questo fino ad oggi. 

 

Dal 20 maggio 2021 in virtù di una convenzione stipulata tra il Comune di Terenzo e l'associazione Manifattura Urbana possiamo provare a costruirlo insieme a loro e ai numerosi amici conosciuti durante le nostre attività.

In questa fase, dal momento che non ci sono soldi, ci daremo da fare per raccogliere ed archiviare il materiale già in nostro possesso e provare, che ne so, a fare un museo virtuale con:

  • Caratteristiche geologiche dei  tipi di pietra in  Val Baganza.
  • Principali monumenti in pietra  in Val Baganza corredati di foto, planimetrie, schede informative.
  • L’architettura in pietra nella nostra valle: tipologie edilizie, storia dell’insediamento antropico.
  • Documentazione sui manufatti eseguiti dagli scalpellini.
  • Reperimento di fonti iconografiche sulla lavorazione in cava.
  • Gli strumenti utilizzati per lavorare la pietra.
  • Mulini della Val Baganza.
  • Memoria orale e cartoline sonore. 

In ogni caso pensiamo di produrre diversi manufatti, che serviranno per le foto della brochure e il catalogo on line e che potrebbero trovare una collocazione in una area all'aperto dove verranno posti altri eventuali pezzi raccolti -mole da mulino, qualche capitello, colonne, piccole vasche,ecc. provenienti da donazioni insieme ai vari tipi di rocce della valle.